Il nuraghe Cuccurada

Vieni a scoprire il Nuraghe Cuccurada

Nuraghe Cuccurada

Le comunità del passato, durante il loro viaggio sulla terra hanno mutato il loro modo di vivere,  produrre, darsi un’organizzazione sociale grazie anche all’acquisizione di nuove tecnologie e competenze. Per rispondere a esigenze comuni come: ripararsi, proteggersi, esprimere i loro culti, comunicare e nutrirsi, hanno sviluppato soluzioni architettoniche differenti e diversi modi di relazionarsi all’ambiente circostante.

A Cuccurada questo aspetto è particolarmente evidente.

Venticinque anni di ricerche archeologiche, condotte congiuntamente dalla Soprintendenza Archeologica per le province di Cagliari e Oristano e dell’Università di Cagliari dal 1994, hanno messo in luce un’area archeologica di straordinaria importanza composta da una Muraglia, una Struttura Ciclopica ed un’Area Abitativa di Età Eneolitica, resti di un villaggio nuragico costituito da capanne circolari ed un imponente nuraghe complesso. Quest’ultimo presenta un’originale planimetria e singolari caratteristiche architettoniche che lo rendono unico nel suo genere.

Allo sporadico passaggio delle genti della cultura di Ozieri nel Neolitico Recente (4000-3300 a.C), testimoniato dal ritrovamento  in superficie di reperti fittili e in ossidiana, seguì nell’Eneolitico (2700-2200 a.C) la nascita del primo insediamento riferibile alla cultura di Monte Claro, la cui esistenza è indicata dalla cospicua presenza di frammenti ceramici (sia in strato, sia fuori contesto), dalla poderosa muraglia ciclopica situata a sud-ovest del nuraghe e, probabilmente, da una struttura con pianta ellitica (Cuccurada A), ancora in corso di studio.
Nell’Età del Bronzo apparvero le prime forme architettoniche ascrivibili alla civiltà nuragica, espressione di un importante centro di vita protostorico dal Bronzo Medio (1900-1350 a.C.) fino all’inizio della prima Età del Ferro (850-730 a.C), del quale tutt’ora si osservano il nuraghe (Cuccurada B) e i resti di un villaggio di capanne.

Dopo quest’ultima fase il nuraghe venne definitivamente abbandonato, con episodi sporadici di frequentazione del monumento in epoca romana (repubblicana: II sec.a.C/I a.C; primo imperiale: I a.C./III sec. d.C; costantiniana e tardo imperiale: IV/V sec.d.C) e sporadicamente dalle età tardo antica e medievale (dal IV sec d.C al XII-XIII d.C).

La Muraglia Ciclopica

Nel margine sud occidentale dell’altopiano di Sa Struvina, a quindici metri di distanza dal Nuraghe, si sviluppa una muraglia realizzata con grossi massi disposti in opera ciclopica, la quale integra e rinforza la naturale difesa fornita dal margine del pianoro.

Mostra un ingresso architravato o nicchia, e tende a chiudersi verso l’orlo del pianoro.

Il monumento, indagato solo parzialmente, ha restituito materiali della cultura di Monte Claro (2700 – 2200 a.C), tuttavia è il raffronto tipologico con altre muraglie dell’isola del medesimo aspetto culturale, quali Monte Baranta di Olmedo e Monte Osoni di Castelsardo, può riferirsi a questa fase della preistoria.

 

Un Nuraghe dentro l’altro

L’originale nuraghe complesso polilobato e i resti di un villaggio di capanne circolari, in uso dal Bronzo Medio sino all’inizio dell’Età del Ferro, sorgono nell’area dell’ più antico insediamento dell’Età del Rame.

Singolari caratteristiche architettoniche lo distinguono dagli altri nuraghi dell’Isola. Esso è infatti costituito da un nuraghe arcaico (Bronzo Medio: 1900-1350 a.C.), successivamente inglobato in un bastione composto da quattro torri perimetrali, raccordate da cortine rettilinee che delimitano un cortile centrale di disimpegno per gli accessi a quasi tutti i vani interni del monumento (Bronzo Medio/Bronzo Recente). Tra il Bronzo Recente (1350-1150 a.C.) e Bronzo Finale (1150-850 a.C.) il nuraghe subì episodi di crollo e forse di abbandono, ai quali seguì una fase di frequentazione del monumento parzialmente crollato tra la fine del Bronzo Finale ed il I Ferro (850-700 a.C.), con la risistemazione di alcuni spazi, anche per scopi cultuali.

Sul finire del Bronzo Finale e agli inizi della prima Età del Ferro, nel momento in cui tutta la Sardegna nuragica viene attraversata da profondi cambiamenti, si osserva la risistemazione di alcuni spazi, stavolta con funzione cultuale. A quest’ultimo periodo, precedente all’abbandono del luogo, risale il contesto di rinvenimento del bronzetto con scena di caccia scoperto nella Torre D.

Reperti ritrovati

Un bottone ornamentale:il bronzetto con scena di caccia

Il piccolo bottone figurato in bronzo proveniente dalla monumentale Torre D, spicca nel panorama della bronzistica sarda.

Il soggetto rappresentato è di particolare originalità per diversi motivi: in primo luogo mostra, in quella che si potrebbe definire come una vera e propria istantanea del passato, un’inaspettata scena di caccia col cane. Inoltre, stupisce il fatto che questa sia collocata su un bottone conico ornamentale. Infine, introduce una nota dinamica e di movimento rispetto alle ricorrenti composizioni statiche degli ex voto nuragici.

È celebrato il gesto di un cacciatore che trafigge un probabile muflone, il quale viene bloccato e azzannato da un cane.

Il contesto di rinvenimento del bronzetto è stato datato al 940-790 cal Bc.

 

Una ricca stipe votiva: sincretismi religiosi

in Età Romana il nuraghe viene utilizzato in un primo momento come insediamento e in seguito come luogo di culto.

Durante il IV-V sec. d.C nell’area antistante al corridoio d’accesso al complesso, ormai crollato, si celebravano riti caratterizzati da un sincretismo pagano, cristiano e giudaico che documentano un interessante sincretismo religioso.

Una ricca stipe votiva formatasi all’interno del corridoio che conduce al cortile del nuraghe, ne è la testimonianza. Qui è stato rinvenuto uno spesso strato di crani di ovini, ovicaprini e bovini misti a lucerne, monete, spilloni, crinali in osso e frammenti vitrei. Di particolare interesse le lucerne recanti simboli riferibili ai culti religiosi differenti, quali la menorah giudaica, il Chrismon nella forma del monogramma costantiniano e altre lucerne con simboli floreali, motivi vegetali e animali, nonché gli spilloni in osso e la figura plumbea a forma di lucertola, riferibile ai culti orientali di Sabazio e Mitra molto diffusi tra le truppe romane in età tardo antica.

Info & Prezzi

Periodo Orari (mattina/sera)
1 Marzo – 1 Maggio  10:00-13:00 / 14:00-18:00
Maggio-Luglio (fino metà/fine lug) 10:00-13:00 / 15:30-19:30
Periodo Fiera 10:00-13:00 / 15:00-20:00
Settembre-Ottobre (post Fiera-31 ott) 10:00-13:00 / 15:00-19:00
Novembre-Marzo Weekend: 10:00-13:00 / 14:00-18:00
Tariffe Ingresso (tutti i periodi)Prezzo
Intero€6,00
Ridotto€5,00
Over 65 e Under 12€4,00
Gruppi >40 persone€3,00

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